Al-Futûhâtu-l-Makkiyyah Capitolo 144:
La conoscenza della stazione del pensiero (fikr) e dei suoi segreti

Autore: Muhyiddîn ibn `Arabî

Il testo riprodotto in questa pagina è un estratto dell'articolo pubblicato nel numero 112 della Rivista di Studi Tradizionali.

Il testo integrale, completo delle note, è disponibile con l'acquisto del numero corrispondente della rivista.

... Muhyiddîn ibn `Arabî - AL-FUTÛHÂTU-L-MAKKIYYAH - Capitolo 144:
La conoscenza della stazione del pensiero (fikr) e dei suoi segreti.

Sappi, che Allah ti assista, che il pensare (fikr) non è un attributo divino, a meno che non sia inteso nel senso di ponderare (tadbîr) e di esitare (taraddud) in ciò che è meglio fare: solo in questo caso può essere considerato un attributo divino...

La stazione della riflessione non oltrepassa la considerazione del Dio in quanto è Dio e di ciò che si addice che esiga chi ha la qualità della Divinità:
la Magnificazione, la Venerazione (ijlâl) e la dipendenza essenziale nei Suoi confronti. Tutto ciò era la norma (hukm) già prima dell’esistenza delle leggi tradizionali.

Poi è venuta la Legge apportando ciò, insegnando ed ordinando.
Ed ha ordinato di riflettere, anche se la natura originale dell’uomo comporta ciò, affinché fosse un atto di adorazione per il quale venisse ricompensato chi lo facesse.
In effetti, quando la riflessione è un atto prescritto al servitore dalla Legge, essa gli dà dei risultati che non dà quando il servitore vi si dedica non in quanto essa è prescritta dalla Legge!...

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