CONOSCENZA TRADIZIONALE E SCIENZA MODERNA

Autore: Giovanni Ponte

Il testo riprodotto in questa pagina è un estratto dell'articolo pubblicato nel numero 108 della Rivista di Studi Tradizionali.

Il testo integrale, completo delle note, è disponibile con l'acquisto del numero corrispondente della rivista.

... Nonostante il diffondersi di una giustificata diffidenza intorno alla scienza moderna, la fiducia ingenua nel suo valore conoscitivo permane, almeno nel grosso pubblico, perché molti scienziati hanno dovuto accorgersi sempre più chiaramente che tale valore conoscitivo manca: le loro costruzioni ipotetiche, sempre più convenzionali e rapidamente mutevoli, non permettono infatti minimamente di avvicinarsi alla ragion d'essere dei fenomeni e delle cose, e l'apparenza rigorosa di queste costruzioni sempre nuove resiste soltanto fino al momento, talvolta assai prossimo, in cui devono essere sostituite da altre...

Erwin Schrödinger ... dichiarò francamente ... «È veramente spiacevole per me, ma anche per voi, miei onorati ascoltatori, che l'immagine della materia, che devo costruire davanti ai vostri occhi, non esista affatto, per il momento, ma che ne esistano appena dei frammenti, con un valore di verità più o meno parziale. Da ciò consegue infatti che, quando se ne parla in un certo momento, non si può fare a meno di essere in contraddizione con quanto si era detto un momento prima»...

Per questo molte forme di «neospiritualismo» non rappresentano in realtà che un materialismo trasposto, dal quale lo «spirito» è non meno assente che dalle forme più grossolane di «positivismo» scientifico...

In definitiva, alla riconosciuta impotenza della scienza moderna di dare all'uomo una conoscenza effettiva della ragion d'essere delle cose e di se stesso, è corrisposto un addormentamento generale delle aspirazioni a tale conoscenza...

In questo senso, più in generale, la «fisica» (cioè l'insieme delle scienze della «physis» o natura) era la preparazione alla «metafisica», permettendo di passare, in virtù di una corrispondenza simbolica che offriva una apertura illimitata, dalla conoscenza e dalla «realizzazione» dei principî ordinatori relativi a quella del Principio supremo. Ovviamente, non può essere questo il caso delle scienze fisiche e psichiche conosciute oggi in Occidente...

Per quel che riguarda poi la fase ulteriore della ricerca, e cioè il passaggio dalla conoscenza teorica a quella effettiva, la questione non può logicamente porsi che in un secondo tempo; ciò non toglie che è in funzione di tale passaggio che tutta la ricerca deve essere impostata, poiché soltanto attraverso di esso può operarsi poi la «trasmutazione» ed il risveglio della conoscenza dei principî ordinatori dell'essere umano...

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